
La
versione ufficiale, in buona sostanza, ci racconta che a partire dal 2007 :
-
l’origine della crisi è fondamentalmente da ricercarsi nel mancato pagamento
delle rate dei mutui e prestiti subprime negli USA, che hanno messo in
difficoltà le banche che avevano erogato questi finanziamenti;
- successivamente, lo
spettro del default ha colpito il debito sovrano di quei paesi che avevano un
livello del rapporto Debito/PIL elevato, iniziando dalla Grecia per poi
estendersi ad altri stati, Italia compresa.
Questa versione
ufficiale è semplicemente falsa.
Vi sembra credibile che nel 2007/2008, a fronte di un sistema bancario globale con impieghi per 142.000 mld di dollari, siano bastati appena 400 mld di titoli incagliati (0,28% del totale) per bloccare il credito, far saltare il mercato interbancario globale, costringendo le banche centrali ad iniettare migliaia di miliardi di liquidità? Come è possibile poi, che le banche abbiano subito perdite nella capitalizzazione di borsa per il 90%, il 95% del loro valore?
Se si vogliono realmente
indagare le cause che hanno portato alla più grave crisi del sistema
finanziario globale dal dopoguerra ad oggi , è necessario focalizzare
l’attenzione sul credito bancario e sulle sue modalità di creazione.
Le crisi finanziarie
derivano dall'instabilità strutturale del sistema monetario, che dovrebbe
essere controllato e gestito dalle Banche Centrali, mentre invece esse
rivestono un ruolo secondario nella creazione del denaro.
Come disse
Marvyn King, Governatore della Banca d'Inghilterra, nel 2012 :
"Quando le banche erogano prestiti ai
clienti, creano il denaro accreditandolo sui loro conti. Nella creazione di moneta,
quindi, il ruolo di gran lunga maggiore è quello delle banche private."
Il meccanismo
d’indebitamento sul quale poggia tutto il sistema finanziario globale, risulta
essere fonte di gravi instabilità che limitano il progresso, il benessere e
l’equa redistribuzione della ricchezza.
Infatti nella zona euro,
a fronte di circa 1.150 mld di euro di banconote e monete metalliche create
dalla Banca Centrale Europea, la moneta bancaria creata dal nulla dalle banche
quando fanno prestiti, cioè il credito bancario, ammonta a circa 35.000 mld di
euro.
Considerato che la
moneta bancaria si basa sul presupposto che il prestito venga interamente
restituito con gli interessi e che se
questo non avviene la banca fallisce, questo fatto costituisce il primo elemento di instabilità del
sistema monetario.

Il problema è stato in
primo luogo, amplificato dal comportamento fraudolento del sistema bancario,
che dopo aver fornito prestiti a soggetti ad “alto rischio” come quelli dei
mutui subprime, si è parzialmente tutelato
cartolarizzando questi debiti e rivendendoli ad altri investitori.
Ma il sistema è stato
ulteriormente reso ancor più instabile,
dalla creazione di prodotti finanziari
derivati, che scommettevano sulla tenuta o meno dei mutui subprime
cartolarizzati, ma con importi ancora più elevati.

Il sistema bancario tradizionale e quello ombra, con i loro rispettivi
meccanismi di creazione di denaro dal nulla, sono la vera causa della crisi
finanziaria, che poi si è riflessa nell'economia reale riducendo la sua
liquidità ed il suo credito.
Nel sistema bancario tradizionale la moneta bancaria,
cioè il credito bancario, vengono creati dal nulla quando la banca fa un
prestito, ricevendo in garanzia la promessa che il prestito sarà restituito con
gli interessi, nella maggior parte dei casi pretendendo come garanzia l'ipoteca
di beni reali, quindi il rischio è legato alla effettiva valorizzazione di quel
bene nel momento che dovrà essere venduto.
Nel sistema bancario ombra, una tipica transazione si sviluppa in
questo modo: un fondo hedge acquista 1
milione di euro di BTP o di mutui
cartolarizzati e li gira Goldman Sachs che, a sua volta li presta a Credit
Suisse, che infine li gira ad una assicurazione od ad un Fondo monetario od ad
un fondo sovrano. Il fondo hedge, GS, Credit Suisse ottengono tutti e tre un
milione di euro di credito, moltiplicando per tre il valore iniziale dato “in
garanzia” , mentre i fondi sovrani, le assicurazioni , i fondi monetari sono
quelli che in pratica prestano denaro reale.
Esiste quindi, in
parallelo al sistema bancario tradizionale, un altro sistema non visibile al
pubblico, poco conosciuto che coinvolge una dozzina di mega banche, qualche
centinaio di fondi hedge, grandi assicurazioni, mega fondi e fondi sovrani. Tra
questi operatori si creano una catena di prestiti in cui si reipotecano “safe assets” (in genere titoli di stato,
ma anche altre tipologie di asset come mutui cartolarizzati con rating elevati)
come pegno, in prestiti che durano da qualche giorno ad alcune settimane ed in
cui i titoli a garanzia possono essere utilizzati più volte, aumentando
notevolmente il rischio su tutta la moneta creata con questo sistema.
La dimensione del
sistema bancario ombra è passata da 26
mila mld. di dollari ($) nel 2002 a quasi 67 mila mld. di $ nel 2011 ( pari al
111% del PIL mondiale!!), per poi ridursi, secondo gli ultimi dati ufficiali
del novembre 2015 dell’FSB, a circa 36
mila miliardi di dollari a fine 2014.
Il motivo per cui la crisi finanziaria globale ( CFG) si è
sviluppata, risiede nella natura instabile di tutta la moneta che circola nel
sistema economico a partire da quella legale emessa dalle Banche Centrali, sia
quella creata dal nulla con i prestiti dalle banche tradizionali, sia quella
creata dal nulla dal sistema bancario ombra, utilizzando più volte gli stessi
titoli finanziari a garanzia della moneta creata.
Il problema è che la
stragrande maggioranza della moneta che circola nel nostro sistema economico
globale, viene creata dal nulla con il debito, avendo però come garanzia beni
reali o finanziari la cui variabilità di valore rende tutto il sistema
fortemente instabile e potenzialmente sempre a rischio di crollo.
Questo costringe le
Banche Centrali ad intervenire a sostegno del sistema bancario e finanziario
tutte le volte che una riduzione del valore dei beni reali o finanziari posti a
garanzia del denaro creato dal nulla, produce una crisi di fiducia e liquidità
del sistema finanziario globale.
L’enorme massa di
debito creato congiuntamente , sia dal
sistema bancario tradizionale che da quello ombra, necessita per poter funzionare
di investimenti sicuri (safe assets), in grado di garantire un buon rendimento
e zero rischi.
Si comprende dunque ora,
perché vi sia così tanta attenzione e pressione sull’Italia da parte della
finanza globale, affinché prosegua sulla via dell’austerità e del pareggio di
bilancio.
Il compito dell’Italia è
oggi quello di continuare a produrre
BTP, un investimento sicuro utile alla proliferazione dello shadow
banking system, che li impiega come moneta di base. Il debito pubblico è funzionale al sistema finanziario; occorre
produrre BTP “sicuri” da collocare sul mercato per remunerare investitori.
Nel 2011, quando i BTP
italiani persero il 25% del loro valore, si creò una situazione analoga a
quella del 2008 e si rese necessario un intervento delle banche centrali, che
tramite varie tipologie di programmi,
crearono miliardi di dollari per
sostenere la crisi di fiducia e liquidità del sistema finanziario globale.
La BIS, nel paper 399 del Dicembre 2012, afferma
che "Perchè il debito pubblico
rimanga una risorsa sicura, il governo deve rimanere solvente. Questo lascia
aperta la questione di come le autorità monetarie possono aiutare le autorità
fiscali a rimanere solventi. La visione convenzionale è che le autorità
monetarie dovrebbero concentrarsi interamente sulla stabilità dei prezzi e
lasciare che il governo regoli la politica fiscale condizionato da un basso
signoraggio. L'alternativa sarebbe quella di monetizzare il debito del governo,
che sostituirebbe un evento negativo (default) con uno peggiore (alta
inflazione)"
E’ chiaro che per
produrre debito pubblico è necessario avere deficit annuali, cioè spendere più
di quello che si incassa attraverso la tassazione; questi deficit però, potrebbero essere
eccessivi e creare dell'inflazione (che deriverebbe da un aumento della domanda
interna) od anche condurre ad una svalutazione della moneta, cosa che
renderebbe i bonds governativi non più
sicuri a causa delle eventuali perdite
sul cambio.
Quindi da una parte ci
vogliono tutti questi titoli come i BTP altrimenti il sistema finanziario ne
soffre, dall'altra però i governi devono assicurare agli investitori finanziari
che comprando questi bonds non avranno perdite dovute a inflazione e
svalutazione.
L’unica via per giungere a questo risultato è fare come
l'Italia !
Occorre in primis, un
bel debito pubblico come quello
italiano, che costa un 4- 5% di PIL di interessi l'anno; in secondo
luogo, lo Stato deve spendere meno di quello che incassa verso i cittadini
italiani (impoverendoli), perché così garantisce agli investitori finanziari
che non ci sarà inflazione ed infine, restando nell’Euro, non soffriranno alcun rischio di cambio.
Dato che questi bonds devono rendere ogni anno, ma
senza rischio per gli investitori, il Governo deve fare un avanzo di bilancio
"primario" (T – G > 0) , in modo da non inflazionare neanche un
poco l'economia reale e rimanere dentro l'Euro che a differenza della infida
Lira, garantisce agli investitori offrendo un rendimento reale senza rischio di
cambio.
Questo concetto, questo
piano potremmo dire, discusso apertamente tra i banchieri
centrali di tutto l'occidente ed i rappresentanti dei mega fondi, richiede per l'Italia
l'austerity ad oltranza e
rimanere nell'Euro. Perché senza bonds come i nostri BTP, che sono il terzo
mercato al mondo per dimensione del debito pubblico, la piramide del mercato
finanziario globale non funziona.
Oggi ognuno
nell'economia globale ha un suo ruolo: gli americani hanno quello della polizia
internazionale, i tedeschi producono macchinari complicati e veicoli di lusso,
i cinesi producono quasi tutte le merci di bassa- media qualità, i giapponesi
esportano tecnologia e l’Italia produce BTP!
Sotto l'innocente
apparenza del discutere "come far funzionare meglio il mercato
finanziario" (che parrebbe essere l'unico vero problema dell'umanità ) nel
paper della BIS si teorizza apertamente che lo Stato è al servizio della
rendita finanziaria, che la sua funzione è garantire che chi ha soldi li possa
accumulare senza rischio, vivendo di rendita, senza usarli nell'economia
od investirli in qualche cosa di reale.
Il governo italiano, dal
Novembre 2011 in poi, osserva in maniera assoluta le indicazioni che provengono
dal sistema finanziario globale, imponendo tasse che strangolano l’economia
reale e realizzando Avanzi Primari consistenti ( nel 2019, l’Avanzo Primario
stimato dal Governo dovrebbe essere del 3,4% del PIL, più di 60 miliardi di
euro sottratti all’economia reale!).
La ripresa economica fin quando si seguiranno queste linee
d’azione demenziali, è e resterà un miraggio.
Stefano Di Francesco
Fabio Conditi